Fu fondata nel 1899 come un semplice deposito ferroviario sulla rete ferroviaria che collegava Mombasa con Uganda. La città è cresciuta rapidamente per diventare la capitale della Britannica Orientale in Africa nel 1907, e la capitale dello stato indipendente del Kenya nel 1963. Dopo l'indipendenza, la città è cresciuta rapidamente esercitando pressioni sulle infrastrutture, le carenze d'acqua e interruzioni dell'elettricità erano un evento comune, anche se negli ultimi anni la pianificazione urbana ha migliorato questi problemi. In tutta la città si trovano molti spazi aperti e parchi, così la maggior parte di Nairobi è verde. Il più famoso parco è Uhuru Park -il parco della libertà. Il parco Centrale, adiacente al Parco Uhuru, include un memoriale per Jomo Kenyatta, il primo presidente del Kenya indipendente.
Si può definire una metropoli europea e il turista resta piacevolmente sorpreso per gli edifici maestosi, per gli alberghi di lusso, per l’ordine che vi regna quando passeggia per i viali alberati, per le strade ampie, per i parchi e i giardini così ricchi di profumi. La città presenta un inconfondibile marchio britannico, dovuto alla sua nascita, così avventurosa.
Oggi la città conta più di 2 milioni di abitanti e mantiene il suo aspetto cosmopolita per la convivenza di europei, di africani Kikuyu e di altre tribù, di pakistani, di indiani e di arabi.
La visita alla città è molto interessante. Innanzitutto si nota la presenza di templi di diversa religione disposti a distanza ravvicinata, simbolo di pacifica convivenza tra i credenti: la chiesa luterana, quella cristiana, il tempio ebraico, le moschee sunnite e sciite, i templi indù. Poi ci sono palazzi bellissimi destinati alla pubblica amministrazione, ai vari ministeri, alla giustizia. Tra essi spicca il grattacielo intitolato a Kenyatta, un centro internazionale di conferenze che ospita autorevoli convegni a livello mondiale; uno degli ultimi è stata la conferenza mondiale per la salvaguardia dell’ambiente a cui ha partecipato anche il ministro italiano.
La Nairobi capitale emerge in modo netto nel quartiere amministrativo compreso tra City Hall way, Harambee avenue, Moi avenue e Parliament road. E’ qui che si concentrano ministeri ed edifici pubblici fra i quali spicca il , un gigantesco grattacielo esagonale costruito nel 1973 affiancato da una sala congressi da 4000 posti a sedere a forma di moderno tukul.
Proseguendo per Harambee avenue e girando a destra tra la Harambee house e il palazzo del governo sulla Parliament road, si incontra sulla destra, la vecchia sede dell’Alta Corte di Giustizia e più avanti sulla sinistra il Mausoleo di Kenyatta, trasformato in un monumento al milite ignoto sorvegliato giorno e notte dalle guardie d’onore. Girando a destra su City Hall way s’incontra la cattedrale cattolica della Sacra Famiglia e sulla sinistra il municipio.
Proseguendo sempre verso nord si incontra il quartiere coloniale che ruota intorno al City Market e alla moschea sunnita del 1925, la Jamia Mosque. La si riconosce dalle tre cupole e dai due minareti coperti da bulbi argentati. L’interno è accessibile previa richiesta del permesso e togliendosi le scarpe ancora prima di accedere alla spianata antistante. Nella strada parallela più a nord si trova Biashara street con numerosi negozi ricchi di cotoni africani e proseguendo ancora lungo la via si incontra la moschea ismailita Khoja Mosque.
Il quartiere culturale di Nairobi si trova a nord di University way. Qui immersa tra giardini e alberi si trova l’Università e alle sue spalle il Centro Culturale, il Teatro Nazionale, la sede dalla radio-televisione e, oltre il fiume Nairobi, la collina col Museo Nazionale, il Serpentario e l’Uccelliera.
Il Museo Nazionale merita una visita di un paio d’ore per apprezzarne l’originalità e il sapore esotico che appare già evidente dall’esterno dominato dalla grande sagoma in fibra di vetro dell’elefante Ahmed, un vero e proprio monumento nazionale. Il Museo risale al 1930 e vi si accede attraversando un portale decorato da enormi zanne d’elefante. La prima sezione che si incontra è caratterizzata dall’esposizione degli esemplari imbalsamati della fauna dell’africa orientale, un’ottima occasione per familiarizzare con le diverse specie animali e osservarne le differenze da vicino. La sezione paleantropologica è senza dubbio la più interessante e raccoglie originali, copie e calchi dei vari ritrovamenti. Qui è possibile apprezzare una copia in dimensione reale delle pitture rupestri tanzaniane di Cheke. Al piano superiore è possibile avvicinarsi ad alcune delle popolazioni locali attraverso esposizioni etnologiche e teche settoriali che raccolgono strumenti e attrezzi artigianli.
Appena fuori dal Museo c’è il Serpentario che raccoglie centinaia di specie di rettili conservati in rettilari o in fosse all’aperto. E’ possibile apprezzare anche una esposizione di capanne tradizionali e di antiche macchine agricole e una grande Uccelliera che ingabbia alcuni bei esemplari della fauna avicola.
Una rapida puntata alla Stazione Ferroviaria è d’obbligo per vedere il nucleo dal quale si sviluppò Nairobi. Dai tempi della costruzione della linea ferroviaria non è cambiato molto, ma per approfondire le conoscenze sugli eventi che hanno caratterizzato la realizzazione della ferrovia è possibile visitare il Museo Ferroviario.
La più celebre opera letteraria e cinematografica legata a Nairobi è il romanzo di Karen Blixen "La mia Africa" da cui è stato tratto il famoso film. Anche la maggior parte dei musicisti kenioti si trovano a Nairobi, loro hanno sviluppato il "benga", "genge" ed il "soukous", generi musicali influenti nella musica africana.








































