E’ uno Stato posto esattamente sull’equatore ed è compreso tra i Grandi Laghi e l’Oceano Indiano. I territori hanno subìto la spartizione arbitraria tra il colonialismo britannico, tedesco e italiano. La configurazione attuale del Kenya è dovuta all’amministrazione coloniale britannica che ha unificato territori e gruppi tribali.Il Kenya è noto come la "culla di civiltà perche qui sono stati trovati nel 1920 i più antichi resti dell’uomo dei tempi remoti, presso il sito Hyrax Hill vicino al Lago Nakaru, dal famoso antropologo e archeologo Louis Leakey.
Il Kenya è sempre stata una delle mete preferite dagli Europei. All’inizio del ‘900 era ricercato da nobili e ricchi industriali per i “safari”, intesi come viaggi in cui si praticava la caccia grossa. I proprietari terrieri poi amavano avere possedimenti nelle fertili vallate del paese e godere del clima stupendo. Poi la caccia ai grossi animali è stata vietata. Il Kenya suscita entusiasmo nei turisti amanti della natura, per la ricchezza e abbondanza di riserve naturalistiche, per la molteplicità di paesaggi vegetali, per i suoi monti maestosi e per i superbi parchi nazionali: questi conservano una flora primaria originaria e incontaminata, oltre ad una fauna ricca, numerosa e varia, come è rimasta solamente nei paesi equatoriali. Il Kenya attira anche coloro che amano le ampie spiagge soleggiate tutto l’anno e l’acqua limpida e tiepida dell’oceano Indiano
Il clima del Kenya è equatoriale, ma solo la fascia costiera risente delle temperature costanti e dell'elevata umidità associata al clima equatoriale. Nell'interno del Kenya il clima varia con il cambiare dell'altitudine, nelle pianure è secco e caldo, mentre negli altopiani il clima è più temperato con notti fresche. La stagione delle piogge va da marzo a maggio e da novembre a dicembre. In generale i mesi più caldi sono febbraio e marzo, mentre i più freddi sono luglio e agosto.
Come fuso orario, il Kenya si trova 2 ore più avanti rispetto all’ora solare italiana. La giornata è divisa esattamente in 12 ore di luce e 12 ore di buio, divise da un’alba brevissima e da un crepuscolo altrettanto breve.
La religione più diffusa è quella protestante, assieme alla cattolica e a una percentuale minore di musulmani.
GASTRONOMIA
In cucina è molto usato il latte di cocco e viene messo un po’ su tutto: sui piatti di carne, di pesce, sulle verdure, perfino nelle minestre. Anche la banana è molto impiegata in cucina sulle carni e sul pesce. Le spezie sono poco comuni eccetto il peperoncino chiamato pili-pili. I piatti più comuni sono l’ugali, una polenta di mais bianco; l’irio, il kenyeji o il mukimu, nomi diversi di uno stesso piatto a base di purè di patate con aggiunta di chicchi di mais, piselli, fagioli e cipolla. Il riso è molto comune, ma spesso si tratta di riso importato dalla Cina, di basso costo.
Le famiglie tribali in Kenya consumano il pasto tutti seduti su una unica stuoia attorno a un grande piatto centrale. Tutti si servono usando le tre dita della mano destra. A fine pasto spesso si beve il caffè, il kahawa, di cui il Kenya è un grosso produttore, oppure il chai, il tè prodotto in abbondanza sugli altipiani interni. Si prepara il tè come infusione direttamente nel latte e poi viene zuccherato moltissimo.
Offrire tè o caffè agli ospiti, a qualsiasi ora del giorno, è una tradizione del posto, come anche offrire una tazza di caffè appena alzati, prima ancora di lavarsi. Non è cortesia rifiutare. I 'sambusa' sono con ogni probabilità lo spuntino più comune: sono frittelle di forma triangolare, fritte e farcite di carne macinata speziata. Su quasi ogni angolo della strada troverete qualcuno che vende pannocchie arrostite sulla brace; un altro snack facile da reperire è la patata dolce fritta, mangiata calda e cosparsa di succo di limone e di un pizzico di peperoncino in polvere. Nei villaggi ai pasti, si beve anche il changaa, che è una birra fatta in casa con latte e miele.








































